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Concorsi Letterari proposti in PoeticHouse.com
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 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (17:00:00) (25 letture)
(Leggi Tutto... | 2 commenti | Voto: 2.33) |
arturo scrive:
"Guardavo quella stanza
pareti a fiori e libri alle pareti
alambicchi mentali e bilancini
sguardo rassicurante
fossi stato uno stupratore
sarei stato comunque assolto
era bello uscire leggero come una piuma
Il bandolo poi lo riperdi
quando la matassa viene da lontano
quando non è solo tua
e fu come svuotare il mare
La vita è troppo vasta
per esser compresa dalla mente
la capisci con il cuore
e il cuore non ha parole
e il tuo capire dura un momento
o un eternità
Un bel mattino uscirai di casa
sarà una bella giornata di sole
starai bene senza sapere perchè"
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 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (17:00:00) (14 letture)
(commenti? | Voto: 3) |
StefanoMeed scrive:
"Amore mio,
tante volte e tante cose,
sono una questione di sfortuna;
sfortuna,
quando hai troppo da fare,
sfortuna quando nevica,
e i fiocchi scivolano
nella terra imbiancando tutto;
sfortuna quando stò male,
sono stanco,
o mi fa male tutto,
e le ossa,
sono quello che sono;
maledetta sfortuna,
che ci separa,
ci divide;
diverge le nostre strade,
e all’incrocio
si dividono;
ma non disperare cara,
alla sfortuna seguirà,
di nuovo la fortuna,
e tutto andrà con cura,
e non mi dimentico di te,
né di me, che sono solo,
e del tuo aiuto,
del tuo calore ho bisogno;
amore ,
non avere dubbi,
ci sarà di nuovo tempo
per noi due,
e il male andrà via,
e la sfortuna scapperà
da questa città;
e nient’altro posso dirti
e darti,
tranne che di avere,
un po’ di fiducia,
anche se il destino si accanisce,
noi ne verremo fuori,
e ci ritroveremo
insieme,
in modo più che felice;
e tutto sarà di nuovo a posto,
e il nostro amore sarà di nuovo nostro…"
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 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (17:00:00) (18 letture)
(Leggi Tutto... | 1 commento | Voto: 2.5) |
JanTheuninck scrive:
"allettante è
la zona di frontiera
vagando
nella zona grigia
guardando la partita
di avanti e indietro
vedendo come vanità
e potere
spingerli
lontano
oltre il limite"
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| differenza tra cani e poeti |
 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (17:00:00) (25 letture)
(Leggi Tutto... | 2 commenti | Voto: 1) |
michaelsanthers scrive:
"Nessuna differenza
tra cani e poeti
entrambi servili ai padroni
-I primi scodinzolano
i secondi,occulti scrivono
per un osso di ricompensa
e quando entrambi abbaiono
è per difendere il territorio
marchiato
da urine, inchiostro
-Se proprio si vuol trovare
un cavillo alla diversità,essa
sta nel fatto che i cantori letterati
si devono laureare dottori, veterinari,cinofili
per capire i cani analfabata,
ai quali bastano umanoidi mimiche
per interpretare banalità
fatte passare psicologia profonda
---------------------------------------------
Da:Destini E Presagi
www.santhers.com"
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 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (17:00:00) (29 letture)
(Leggi Tutto... | 2 commenti | Voto: 3) |
stellium scrive:
"Potessi diventare ombra
ti seguirei
arriverei dove tu arrivi
ti aspetterei
ombre si nasce
a ognuno la sua storia"
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 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (17:00:00) (6 letture)
(commenti? | Voto: 3) |
Masa scrive:
"Il pallido uomo con la pistola
sogna un' arena e un ruvido sole
che brilla sull’oro del suo costume.
Squilla una tromba e parte all'attacco
un'onda nera, due spilli di brace,
due lame curve, un drappo scarlatto.
Prima del colpo di spada finale
rimbomba uno sparo e l'uomo si desta.
Sul pavimento sporco di sangue
crolla di schianto la bianca bestia."
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 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (17:00:00) (12 letture)
(commenti? | Voto: 4) |
ziogianni scrive:
"*** La Sfida*
>Il conflitto della mente
per soffrire o per gioire."
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 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (13:00:00) (39 letture)
(Leggi Tutto... | 2 commenti | Voto: 2.66) |
pnine scrive:
"Si erge su una collina,
sporgendosi come un fungo,
la strada ed il palazzo sembrano l’una la continuità dell’altro,
forse è la strada che porta al palazzo
perché il palazzo è vivo da sé,
dimostra di esistere, senza esitazioni.
I materiali umani sono mischiati,
compatibili oramai solo con questa scena.
All’origine ci trovi sempre una madre rimasta sola,
gli uomini di qui sarebbero niente
senza quella mamma che li ha trascinati,
per le scale del palazzo.
Si vendicheranno trascinandole appena ragazze
in pensioncine impensabili di periferia,
nel sogno di una sera d’estate.
E poi nelle sale parto per bambine
che fanno bambini.
Ma anche in qualche pronto soccorso
con il sangue in faccia
dopo qualche “caduta accidentale”.
Orrendo Palazzo di cemento,
una vita contro tutti e senza nessuno accanto.
Non puoi barare, inventare, nascondere
qui sei quello che fai e non quello che dici.
Le tue viscere parlano per te.
Se sei assistente sociale non fa per te.
Qui un figlio non è tuo figlio
è rubato o nascosto.
Quando hanno bisogno di lui
se lo prendono, prima a spacciare
oppure al nord a far rapine,
poi diventa uno di loro.
Te lo vedi diventare estraneo sotto gli occhi
Gli cresce il muso, impara a stare zitto
ti tratta male, ti chiede la roba firmata.
Un figlio non è tuo figlio, lo nascondi
intanto, poi gli paghi l’avvocato
coi soldi delle scale.
Usa così da queste parti,
di madre in figlia,
di figlia in nipote:
il dolore è genetico."
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 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (13:00:00) (47 letture)
(Leggi Tutto... | 4 commenti | Voto: 2.33) |
lounlitown scrive:
"Nemmeno il silenzio, talvolta,
gli odori dovunque colpirmi alle ossa,
lo sterno di nubi che l’alba aggroviglia,
raccolta,
la fresca mattanza dell’ultimo sole.
E l’uomo sognare il vento che sfiora,
la sera,
il dolce migrare di un bianco gabbiano.
Urtare gli artigli che il cielo disegna,
ed in mano,
la pioggia raccolta ai passi del giorno.
In ogni contorno di lune liscose, vociare,
ai pascoli incolti un greve belare.
E tanto somiglia quel verso al mio pianto,
disteso sui grumi dei figli qui accanto,
sorpresi a guardare nei persi aquiloni
i troppi silenzi che sembrano cloni.
I figli a cui il tempo ha reso l’inganno
di perdere il padre nel cuore dell’anno;
ed ora che lenta mi sfugge la sera,
che possa il mio fiore tornare com’era…..
accanto la gora che siede agli abeti,
all’acqua che sola divora le seti,
ed io, che indurre il silenzio al cuore non posso,
scelgo questo vuoto che indosso
come il fiato di un dolce placebo."
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 | Pubblicata da PoeticHouse Lunedi, 8 di Febbraio del 2010 (13:00:00) (35 letture)
(Leggi Tutto... | 3 commenti | Voto: 3) |
rich scrive:
"chimica sortita nel mondo dei dinosauri
quelli moderni quasi tutti
gonfiati di false informazioni
aggrappati ai cellulari
agonizzanti in rete,
in fila come porcellane
ingerenza nell'ignoranza
la morale degli amorali
schiavi petroliferi a buon mercato,
società fantoccio per carnevale,
chi la vuole l'insipienza
la speranza di diventare zero,
l'attesa davanti alle tv...
un canto antico sgomina la notte. "
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