i tuoi versi comunicano una grande amarezza, rappresentata in un quotidiano sfigurato dall'inverno e sottolineata dalle figure umane che si muovono separate, in solitudine, dopo le tempeste verbali notturne... l'amarezza si unisce all'indifferenza della persona sullo sfondo che conquista un immediato primo piano con un fare vistoso, ma sono soprattutto gli occhi dell'io lirico a cogliere i particolari che accentuano le distanze. Senza alcun intento polemico, io mi chiedo sottovoce quale sapore abbia in bocca la persona in tacchi a spillo: amaro, piccante, salato, allappante?